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Eventi: Interviste in Quartiere

Intervista di Catalan TV al nostro Presidente Fabio Piccioni in occasione della campagna di raccolta immagini storiche per il progetto "Antics Espacis, Nous Projectes" in collaborazione con il Comitato Area Sant'Agostino nel quartiere popolare di Sant'Agostino ad Alghero.

Eventi: Per le strade di Mogoro con BìFoto Fest

Andrea Salvatore Livesu e Fabio Piccioni sono andati a trovare Stefano Pia e Vittorio Cannas al loro BìFoto Fest in una soleggiata Mogoro.

Dopo l'introduzione e i saluti di rito nella bellissima Piazza Giovanni XXIII il fotografo Guido Harari ha accompagnato i numerosi partecipanti lungo le vie del paese dove, appese ai muri delle case, si possono ammirare le 50 immagini tratte dal lavoro Wall of Sound, un reportage dedicato alle stelle della musica mondiale scattate dall'artista durante l'arco di tutta la sua carriera. Un momento emozionante nel quale il fotografo ha descritto ogni singolo scatto con aneddoti e curiosità.

Finito il tour, il ritorno in piazza ha sancito l'inizio dei festeggiamenti con cibi e birre artigianali locali.

La mostra di Guido Harari, sostenuta da Fondazione di Sardegna e dal Comune di Mogoro, sarà visitabile fino al mese di dicembre 2023.

Immagini scattate da Andrea Salvatore Livesu.

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Eventi: 80° Anniversario del bombardamento algherese

“QUATTRO VOLTE VENTI... OTTANTA ANNI DOPO”

Omaggio e ricordo delle vite sconvolte ad Alghero nel triste e buio periodo della seconda
guerra mondiale (1939 - 1945) a cura di Andrea Salvatore Livesu.

CONTESTO STORICO

Siamo alla fine del trentennio del XX secolo e la piccola realtà che ripercorreremo con i
ricordi è al centro di un grande disegno di riqualifica strutturale e territoriale. La Nurra era
una landa acquitrinosa, inospitale e semidesertica, al tempo la malaria era una costante
nella vita quotidiana delle persone e il progetto di bonifica singhiozzava a realizzarsi. In Italia
gli affari di stato li gestiva il regime fascista da più di un decennio ormai, nella continua
rincorsa all’autarchia la Sardegna fu tra le zone di maggiore interesse per Mussolini, le
miniere del Sulcis-Iglesiente, i terreni fertili del Campidano e la palude della Nurra furono al
centro dei progetti che portò l’Isola ad una fase di “ricolonizzazione”.
Il regime promise tanto: “Sfamare la propria famiglia con il frutto del loro raccolto in terreni
lavorati da loro stessi” fu la grande motivazione che spinse le genti italiane a viaggiare per la
nostra penisola, isole comprese. In Sardegna vennero costruite diverse città di fondazione
ex novo che avrebbero accolto al loro interno benessere economico e modernità, il sogno
utopico di una società ordinata, obbediente e lavoratrice. Fertilia è una città di fondazione,
nata nel 1936 per controllare e gestire la bonifica dell’ente di bonifica ferrarese nel territorio
della bassa Nurra. Nella Baia delle ninfe nel 1937 gli idrovolanti ammaravano all'idroscalo di
Porto Conte. Fu costruito nel 1938 persino un aeroporto militare tra i poderi fra Fertilia ed
Alghero, quelle lande acquitrinose ed inospitali verranno trasformate radicalmente negli anni
successivi ma tutto fu drasticamente interrotto nel 1942 a causa della guerra.

CRONOLOGIA DEGLI EVENTI STORICI

Nel 1943 gli Alleati iniziarono a prepare il piano di l’azione militare per l’Italia dopo la
conquista della sponda sud del Mediterraneo, per far credere alle forze dell'Asse che ormai
lo sbarco era imminente in Sardegna, data la sua vicinanza al Nord Africa, truppe aeree
inglesi ed americane diedero al via ad una serie di bombardamenti che sembrò preludere al
suddetto sbarco. Furono colpite le città dotate di aeroporti militari, di rade per navi militari o
in generale di importanza strategica: Cagliari, Porto Torres, Olbia, Sassari ed Alghero nei
giorni precedenti. Le sorti della guerra nel Mediterraneo passano anche dal sacrificio degli
algheresi.

18 aprile 1943 - Bombardamento aeroporto Alghero, il primo tragico evento di guerra
reale che scosse la cittadina catalana durante il secondo conflitto mondiale.
Il Dott. Zicconi, un laureando in medicina in fase di specializzazione in servizio durante gli
eventi in quella domenica delle palme, ci racconta nel libro pubblicato per il 70° anniversario
del bombardamento nel 2013 dal Lions club Alghero, dei 18 morti e molti i feriti gravi di quel
incursione, di file di camion in movimento, di feriti che si rifiutarono di essere operati per
mancanza di anestetici e deceduti in seguito all'attesa, del dramma della crudità della guerra
che arrivò nella vita quotidiana con un rombo di motore dal cielo anche ad Alghero, in
Sardegna che fino al quel momento sembrava un'oasi che non sarebbe stata violata.
14 maggio 1943 - Mitragliamento di quattro gozzi nella rada di Alghero, il secondo
tragico evento.

Quel giorno una formazione di tredici caccia pesanti, Lightning P38 americani partiti
dall’Algeria, sorvolano la Sardegna con l'obiettivo di interrompere la ferrovia Cagliari-Porto
Torres ma non riuscendoci si concentrarono verso gli obiettivi secondari, uno dei caccia
avvistò un treno e nell’intento di mitragliarlo si abbassò troppo e si schiantò al suolo.
successivamente alle 14 circa fu sganciata una grossa bomba nei pressi della stazione dei
treni di Sassari e un ferroviere e due soldati morirono. A quel punto lo stormo si diresse
verso l'aeroporto Alghero-Fertilia per incrementare i danni del raid, danneggiarono
apparecchi e mezzi al suolo, fu abbattuto anche un Junker 88 della Luftwaffe in volo. Non
ancora sazi di risultati puntarono in direzione dell’Idroscalo di Porto Conte, incendiando
quattro velivoli e a seguire l'azione, ad oggi atto inspiegabile, di prendere di mira un gruppo
di pescatori inermi nel tratto di mare tra l'isolotto della Maddalenetta e Punta Negra nella
rada di Alghero. Il pescatore Gennaro Salvatore ebbe solo il tempo di dire di nascondersi
sotto la prua della barca, racconta uno dei due pescatori sopravvissuti al mitragliamento
assieme a Giuseppe Di Maio, ma purtroppo Michelangelo Accardo, Antonio Alfonso,
Giovanni Antonio Caria, Santino Rondello, Giuseppe Salvatore e Pasquale Salvatore furono
trucidati dai proiettili. Quel giorno a Sassari e provincia si contarono 14 morti e 40 feriti.
17 maggio 1943 - Bombardamento sulla città di Alghero il terzo tragico evento.
Il 17 maggio, in una notte di luna splendente che rendeva quasi inutili i bengala,
l'avvistamento dei bombardieri inglesi Wellington fece suonare gli allarmi antiaereo ad
Alghero che in quegli anni era un cittadina di poco più di 15 mila abitanti e molte furono le
zone colpite dai 2000 chilogrammi di bombe che ciascun aereo trasportava: dall’Ospedale
alla Cattedrale, dalle vie Carlo Alberto a via Roma e tante altre del Centro Storico. Gli esiti
furono inauditi: più di 500 case distrutte e 2.000 quelle seriamente danneggiate e purtroppo
un numero indefinito tra 140/150 algheresi persero la vita. La città ha conservato per
decenni le tracce di quei bombardamenti e ogni famiglia algherese porta con se una
memoria di quanto accadde quella notte intorno alle 23 circa in cui caddero delle bombe dal
cielo che colpirono vari edifici, scuole vuote e chiese che vuote non erano. Alcuni morirono
nei giorni successivi, soffocati dalla polvere se non sepolti dalle macerie, tutti dal giorno la
ricordano come la nit de Sant Pasqual. Le vittime di Alghero furono oggetto di propaganda
sia da una parte che dall’altra: Radio Londra dichiarò che il tutto fu una missione per
espugnare un importante obiettivo militare, mentre il Regime fascista dichiarò che l'attacco di
bestiale cecità sul centro cittadino fu solo un tentativo di fiaccare il morale e la fortezza del
morale della gente sarda.
Discorso del Sindaco di Alghero Mario Conoci all'inaugurazione del monumento a
ricordo delle vittime del mitragliamento. <<"Era un venerdì e l’estate era iniziata
anzitempo. Tutto era tranquillo e nulla faceva presagire una tragedia di quelle proporzioni.
Gli agheresi sono abituati a non dimenticare quella che viene ricordata ancora oggi come la
notte di San Pasquale. Ma prima di quella notte il 14 maggio 1943 le fortezze aeree inglesi
ed americane che provenivano dall'Algeria, iniziarono a bombardare Olbia, Sassari, Porto
Torres, Abbasanta ed anche Alghero. In questo modo le comunicazioni con l'isola furono
completamente interrotte. Ad Alghero gli alleati colpirono anche una barca di pescatori
facendogli inspiegabilmente rientrare in qualche modo fra gli “obiettivi strategici” da
attaccare. Gli apparecchi alleati centrarono in questo modo il doppio obiettivo di piegare le
difese nemiche azzerandone anche la capacità produttiva di supporto, e
contemporaneamente gettare il panico fra la popolazione. Nei pressi della Costa del
Lazzaretto, infatti, il 14 maggio 1943, fu preso di mira con un mitragliamento aereo tuttora
inspiegabile per l’obiettivo in sé inerme, un gruppo di barche impegnate nella pesca. Fra gli
equipaggi si contarono sei vittime: Michelangelo Accardo, Antonio Alfonso, Giovanni Antonio

Caria, Santino Rondello, Giuseppe Salvatore e Pasquale Salvatore Salvatore. Fu il preludio
di ciò che sarebbe accaduto di lì a qualche giorno, quando il 17 maggio 1943 gli alleati
bombardarono pesantemente Alghero con esiti drammatici.
Oggi ricordiamo questi 6 pescatori algheresi, padri di famiglia che non fecero più ritorno a
casa, la cui “colpa” fu solamente quella di trovarsi in mare, l'unico mezzo di sostentamento
sul quale loro e le loro famiglie potevano contare.
A loro, alle loro famiglie e a tutti gli algheresi va il nostro pensiero, ricordando un periodo
triste della nostra storia al quale sarebbero seguiti estenuanti sacrifici ma che segnò anche il
principio della Ricostruzione e della Rinascita.”>> Alghero 14 maggio 2023
Raccolta di racconti dei sopravvissuti della NIT DE SANT PASQUAL
Avviso alla popolazione di scappare di Michele Rondello, testimonianza diretta, tratto
dal racconto al 80° anniversario del bombardamento: <<”Io ero in prima elementare e la
mamma vendeva al mercato. All'uscita di scuola come ogni giorno andavo al mercato e
insieme a lei ritornevamo a casa. Lungo la strada incontriamo tre ragazzi e uno di loro,
ufficiale medico tedesco, le disse avvisare tutti che di notte la città sarebbe stata
bombardata. La mamma avvisò tutti in zona di via Doria, la notizia si sparse molto
velocemente, alcune famiglie andarono via subito avendo la possibilità di trovare riparo in
campagna, la famiglia che viveva davanti a noi andò via ma ritornò a casa all’imbrunire
ricredendo sulla notizia dell’attacco e anche noi non andammo via perchè le mie sorelle più
grandi convissero la mamma che non era vero, l'avviso dell’attacco si sapeva della mattina
ed era quasi sera e di bombe niente però invece di notte non fu così. Quando cadde la
bomba vicino a casa la parete del "dabash" dove ci trovavamo vibrò solamente per fortuna,
però la polvere quasi ci soffocava e io mi accorsi di avere un taglio in testa non grave, unico
ferito della famiglia. A quel punto fuggimmo tutti in campagna e solo lì la mamma si accorse
che dopo tutto quel trambusto che gli mancava una figlia e ritornò ad Alghero ma non la
trovò, al ritorno le mie sorelle provarono a rassicurarla che poteva essere con la vicina casa
in campagna sua ma la mamma non si rassicurò. Il mattino successivo andò al mercato e
incontrò Xa Teresa assieme a mia sorella , salva, ad aspettarla e si risolse così grazie a
Dio!”>>

Una delle famiglie più gravemente colpite fu la Famiglia Caria, racconto tratto alla
commemorazione al 80° anniversario del bombardamento: <<”Maria Caria, dodicenne
all'epoca e figlia di Nunzio Caria, ci lasciò la testimonianza di come tragicamente morirono
cinque componenti in un singolo istante: 4 bambini e Nino il più grande che si trovava a casa
per una licenza premio dal lavoro. Quella notte chi non aveva la possibilità di un'altra
sistemazione rimase in città dopo l’avviso di scappare passato in giornata. Nunzio Caria era
di servizio di guardia alla Torre dello Sperone aspettando l’attacco, abitavano in un
appartamento al primo piano accanto al vecchio ginnasio e se la malasorte non si fosse
impicciata forse si sarebbero potuti salvare. Fu una loro vicina di casa che li invitò nel suo
"dabash", nome del tipico piano terra del centro storico algherese, per cercare di farsi forza
e di superare la nottata in quel un locale considerato quasi sicuro, purtroppo incontrarono la
morte dopo che la bomba sganciata da un aereo li colpì.
Testimonianza del Vescovo Monsignor Adolfo Ciuchini sul cannoneggiamento della
cattedrale di Santa Maria tratto dall’intervista del giornale L’Isola del 1 giugno 1943:
<<”Erano circa le 23 ed io mi accingevo ad andare a dormire quando sentii un ronzio lontano
a poco poco il rumore si fece più intenso e le sirene dettero il segnale di allarme, scesi allora
nell'episcopio e mi sedetti in un piccolo sottoscala tra due porte. Gli aerei erano sopra la
cattedrale e facendo centro su di essa compivano larghi giri sganciando le bombe. Lo intuivo
da tonfi ora vicini ora lontani, finché una bomba caduta a cinquanta metri dal mio
improvvisato rifugio scardinò le due porte. Sentii un enorme ventata investirmi ma rimasi
illeso, gli aerei intanto si erano allontanati poi ritornarono e con i cannoncini di bordo
aprirono il fuoco contro la cattedrale visibilissima dall’alto per cui fu presa di mira di
proposito, si distacca da tutti gli altri fabbricati vicino e le tracce del cannoneggiamento sono
visibilissime e non c’è caso di equivoco. La cattedrale fu sventrata, le arcate recano i segni
delle schegge e i confessionali sono sconvolti, quadri e dipinti sono irrimediabilmente perduti
solo un quadro della Madonna della Mercede è rimasto miracolosamente illeso inoltre
l’orfanotrofio annesso alla cattedrale è stato colpito da alcune bombe sganciate contro il
seminario.....”>>.

Ricordo dell'avvocato Salvatore Piccioni, tratto dal libricino "80° anniversario del
mitragliamento dei pescatori e del bombardamento di Alghero".
<<"Ricordo perfettamente gli avvenimenti del maggio 1943 anche se non avevo ancora
compiuto 5 anni. La mamma ci informó dettagliatamente del mitragliamento dei pescatori, fra
i quali il marito di una signora con tre bambini conosciuta nelle giornate soleggiate sul
Lungomare Dante davanti all'allora Caval Marì, nonché della grave tragedia per l'imminente
nascituro che non avrebbe mai potuto conoscere il proprio padre. Qualche giorno dopo
anche la mia famiglia fu gravemente danneggiata dal bombardamento perché la casa in cui
abitavamo in via Roma fu completamente distrutta.">>
Il coprifuoco dalle 22 alle 5 e il divieto di accendere delle luci, racconto tratto alla
commemorazione al 80° anniversario del bombardamento: <<”Le notti di quel periodo
portavano con sé non solo il buio ma anche il divieto di accendere delle luci un vero e
proprio coprifuoco. La Famiglia Fanciulli e Mazzetto erano sfollati in una campagna in zona
di Salondra, di fatto successe che purtroppo un membro della famiglia si sentì male e furono
costretti ad accendere una candela stearica però in quel momento un aereo di passaggio li
individuò ed aprì il fuoco. Nessuno venne colpito ma questo dimostra che la paura di
accendere delle luci era reale”>>.
Considerazione personale: <<”Il significato più importante di questa giornata è quello
sicuramente di lasciare un ricordo alla popolazione ma anche da utilizzare come monito per
dire che le guerre provocano soprattutto vittime civili, loro stavano solo pescando e quelle
famiglie che morirono durante il bombardamenti della notte di San Pasquale erano
prevalentemente formate da bambini e donne, perché gli uomini erano fuori casa, al lavoro o
addirittura in guerra e quindi le vittime civili sono sempre quelle che pagano il prezzo più alto
in questi casi....”>>

Programma degli Eventi commemorativi per il 80° anniversario del mitragliamento e
bombardamento di Alghero.
14 maggio 2023:
● Ore 10:00 Santa messa in Cattedrale per ricorrenza vittime del mitragliamento dei
pescatori.

● Ore 12:00 Installazione del monumento commemorativo intitolato "La Vela
ingabbiata", monolite in granito stretto in una intelaiatura metallica del peso di più di
due tonnellate dell'artista Mario Nieddu, presso lo Scalo Tarantiello, punto in cui i 6
pescatori recuperati senza vita furono adagiati dopo l'attacco. Partecipano
all'inaugurazione il figlio e nipote di uno dei pescatori deceduti Giuseppe Salvatore, il
Sindaco Mario Conoci, le autorità civili, religiose e militari e la Banda musicale
Dalerci.
● Ore 17:00 Il Circolo Filatelico Algherese inaugura la mostra "In memoria delle
vittime algheresi del 14 e 17 maggio 1943" alla Torre di Sulis di reperti, cimeli,
lettere e foto dell'epoca riconducibili agli avvenimenti del '43, visitabile fino al 21
maggio.
- Saranno in mostra: dei diorami sul mitragliamento dei sei pescatori e sulla
cattedrale di Santa Maria bombardata, la radio di bordo recuperata da un P38
americano precipitato, una delle panchine del cinema Selva che la notte del
17 maggio, mentre proiettava la pellicola "Volo sul deserto" interruppe per il
bombardamento, delle foto degli edifici sventrati scattate da Arturo Usai forse
l’unico a documentare, delle pagine di giornale storiche dei giorni post raid
aereo, le uniformi delle crocerossine e della regia marina.
- Verranno esposte anche consistenti parti di collezioni filateliche:
Gli "Airgraph" e “V-mail”, il sistema postale che gli inglesi usarono durante il
secondo conflitto mondiale per far comunicare i soldati al fronte con i loro
parenti, basata sulla tecnologia del microfilm.
Le lettere spedite dal S. Ten. Lo Forte Raffaele di stanza nella zona di
Alghero nel '43 alla madre.
Mostra sullo scrittore-aviatore francese Antoine de Saint-Exupéry, in
soggiorno nella Baia di Porto Conte negli anni ‘40 per missioni di ricognizione
fra la Sardegna e la Corsica. Dall'ultima di quelle non fece più ritorno,
precipitando in mare, abbattuto in volo da un aereo tedesco in circostanze
non del tutto chiarite. Era il 31 luglio 1944 e lui aveva 44 anni. Fu l'autore del
famoso romanzo "Il piccolo principe" tradotto in più di 300 lingue e dialetti. Nel
2019, ad Alghero in Sardegna, nell'Area Marina Protetta Capo Caccia - Isola
Piana inaugura il MASE Museo Antoine De Saint-Exupéry nella Torre Nuova
di Porto Conte per celebrare la vita e le opere dello scrittore-aviatore. Molti
degli oggetti presenti saranno esposti dopo la chiusura della mostra al
MASE.
17 maggio 2023
● Ore 10:00 Deposizione corona di fiori a ricordo presso la targa del 50° anniversario
del bombardamento in Piazza 17 Maig de 1943 Caduti Civili di Guerra (Piazza
sventramento o "Las cuatras contunaras") con saluto del Sindaco.
● Ore 16:00 - 20:00 Apertura Ufficio Postale Distaccato dotato di Annullo speciale, con
la presenza di Poste Italiane. Per l’occasione sarà emessa, a ricordo della
manifestazione,una cartolina con tema “Mitragliamento e Bombardamento di
Alghero”
● Ore 17:45 - 20:00 Conferenze sul mitragliamento dei pescatori e bombardamento
presso il centro conferenze Lo Quarter, largo San Francesco.
Introduzione musicale del cantante algherese Angelo Maresca (Lo Barber) con il
brano "17 maggio 1943".

Relatori: lo scrittore Massimiliano Fois e il Prof. Raffaele Sari Bozzolo, a seguire la
proiezione del docu-film "Lo silenci troncat" del regista Gianfranco Fois e
presentazione del libro inedito, in italiano e catalano algherese, sul mitragliamento
dei pescatori "Ottant'anni fa il buio in un giorno di primavera" di Massimiliano Fois e
Giuseppe Salvatore.
● Ore 20:30 Concerto Recital della Banda musicale “A. Dalerci" in Piazza della
Misericordia che presenterà ed eseguirà il poema sinfonico “La nit de Sant Pasqual”
scritta da Franco Cano e adattato per banda dal M° Antonio Garofalo per l'occasione,
in cui l’autore fa idealmente raccontare a sua madre, all’epoca quattordicenne, il
drammatico ricordo di quella notte. A seguire la ricostruzione storica della giornalista
Maria Antonietta Izza (autrice del volume pubblicato nel 1993 in occasione del 50°
anniversario del bombardamento) una raccolta dei racconti di alcuni dei sopravvissuti
con la testimonianza diretta di Michele Rondello. Evento organizzato dal comune di
Alghero, Diocesi Alghero-Bosa, Fondazione Alghero.

Un ringraziamento speciale al Rag. Giuseppe Salvatore che facendomi da guida alla
mostra allestita assieme al Circolo Filatelico - Numismatico del Modellismo e
Collezionismo Algherese, mi ha trasmesso il testimone del ricordo, l’importante
insegnamento che per costruire il futuro dobbiamo affrontare il presente nei suoi contesti di
riferimento perché tragedie come queste purtroppo accadono in tutto il mondo e questo
unisce genti lontane nel dolore che se dimenticato potrebbe ritornare.

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Notizie: Antics espacis, nous projectes

I nostri associati Andrea Salvatore Livesu , Fabio Piccioni e Giovanni Paddeu sono a lavoro assieme al Comitato AREA Sant'Agostino sul progetto "Antics espacis, nous projectes" che vede il Quartiere Sant'Agostino di Alghero al centro di un programma partecipato assieme alla popolazione locale.

L'intento è quello di creare un ponte tra passato e futuro delineando una storia che tiene conto dei cambiamenti avvenuti nel tempo in questo quartiere ricomponendo una topografia completa della storia umana, sociale, collettiva e urbana.

Sant'Agostino come quartiere osservatorio della città per raccontare da vicino dinamiche condivise e consegnare istantanee di contenuto mettendo in evidenza la progettualità diffusa.

Ringraziamo Alghero Live per la condivisione del progetto e invitiamo tutti i residenti a una collaborazione attiva per reperimento di archivi fotografici privati, interviste e riprese.

Grazie a tutti

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